lunedì 3 agosto 2015

JAZZ GIGS 1983-2013



JAZZ GIGS 1983-2013 di Pino Ninfa. CasadeiLibri, Padova 2014.20 stampe in foglio; euro 40.

Raccolte In un apposito contenitore, venti stampe 35x50 In singoli fogli che si prestano a un uso molteplice e si rivolgono «agli appassionati di jazz come al bibliofili e al collezionisti». In quegli scatti In bianco e nero è racchiuso, per quanto possibile, ¡1 mondo di Ninfa, fotografo che sviluppa da decenni progetti legati allo spettacolo e al reportage, con uno spiccato Interesse per la musica e ¡1 sodale. La sua è personalità artistica complessa, anche perché maturata in più di trentanni di professione come fotografo ufficiale di varie rassegne (dal Vicenza Jazz Festival a Time in jazz) e per altre committenze (campagne pubblicitarie e soprattutto solidali con varie ong). Dagli spartiti ai ritratti, dai gioco dei riflessi alle ombre, dalle architetture alle figure e agli oggetti, la fotografia di Ninfa si fa spesso simbolo, icona narrativa, scheggia di realtà che saetta verso dimensioni fantastiche.

Dalla pittorica Dee Dee Bridgewater al contrastato duo Murgia-Biondini, le immagini sanno ora immobilizzare ora esaltare l'energia trasformativa della musica: Ninfa preferisce costantemente il racconto al resoconto ma sa valorizzare quanto uomini, donne, suoni, luci e paesaggi possono fornire all'obiettivo rapace e sensibile de! fotografo.

mercoledì 6 maggio 2015

DISORDINE ARMONICO


DISORDINE ARMONICO

di FrankJ. Barrett. Egea, Milano

2013. Pagine 200; euro 26.

^ lei jazz, come negli affari, I Gabbiamo bisogno di leader che facciano questo, uomini e donne che incoraggino balzi dell'immaginazione». Questa frase di Barrett è ia summa della sua opera, ovvero: se tutti pensassimo più da jazzisti, la vita andrebbe meglio. L'autore mette insieme la sua esperienza di pianista jazz (ha collaborato a lungo con l'orchestra di Tommy Dorsey) e di professore di management e global pubtic policy. Lo fa con mano vellutata e con un approccio che favorisce il neofita tanto in campo aziendale quanto in ambito jazzistico.

Dall'interp/oy al comping, da Miles Davis a Duke Elllngton, Barrett attinge lezioni di management aziendale Incorporando ¡1 comportamento del jazzisti In quello dei capitani d'industria evieeversa. Una serie di limpidi esempi rende meglio 'apparentamento tra due emisferi affatto distanti. E non solo, perché Il paradigma trova feconda ospitalità anche nella didattica, In particolare nelle teorie di Vygotsklj e nell'apprendimento situato di Lave e Wegner. Pur correndo ¡1 rischio di ;ndampare nella trappola dell'assurdo, Barrett è riuscito a evitarla con competenza.

lunedì 20 gennaio 2014

Dino Piana


Dino Piana

IL JAZZ NELLA MIA VITA

di Armando Brignolo. Daniela Piazza, Torino 2014. Pagine 118;

euro 18.

Questa biografia è il frutto di una serie di incontri durante i quali l’amico fraterno oltre che conterraneo Brignolo ha raccolto i ricordi del valente trombonista piemontese ricostruendone la carriera musicale e umana. I primi capitoli, dedicati al giovane musicista pieno di belle speranze ma soffocato da problemi e difficoltà economiche, sono particolarmente accattivanti. Scopriamo così che, mentre suonava le prime note con un trombone acquistatogli da uno zio benestante, Piana sopravviveva facendo il piazzista di caramelle e il cameriere in un bar di Asti.

Emerge il basilare ruolo svolto dalla moglie Luisa e da Gianni Coscia nella lunga e sofferta scalata al successo: da Gaetano Gimelli a Kramer, dalla Rai a Basso e Valdambrini. Da quel momento lo troviamo a fianco di: Chet Baker, Mingus («Todo modo»), Thad Jones, Gii Evans, Carla Bley, Kai Winding, Bob Brookmeyer e Maynard Ferguson, per citarne solo alcuni. Quel che più colpisce è la modestia, tipica del personaggio, con cui Piana parla di tutto questo.

La prefazione di Adriano Mazzoletti è incentrata sui concerti del trombonista per l’Unione Europea di Radiodiffusione. Completa il libro una discografia comprendente oltre cinquanta album.